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Yogasutra di Patanjali: Language: Italian
Lo Yogasutra di Patanjali Bon
Giovanni [ ]
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A Patanjali si deve la codifica, o la compilazione sistematica, dell'arte e della
scienza dello Yoga nello Yoga Sutra. Il testo illustra in sintesi il cammino
Yoga volto alla Realizzazione del Sé. La compilazione di Patanjali si
può far risalire a un'epoca tra il 400 e il 200 AC, ma la tecnica illustrata
sembra fosse praticata fin dall'antichità.
L'istruzione detta dello Yoga Regale (RajaYoga) si fonda sulla definizione di
un sapere metafisico applicato, realizzato nell'esperienza dello yogi, come raggiungimento
della stabilizzazione della consapevolezza nell'Essere. Tale condizione si situa
nel Kaivalya, o isolamento, oltre le miserie e le sofferenze del vivere, oltre
le fugaci acquisizioni del mondo o dello spirito, come il nucleo di pura coscienza,
indipendente e assoluto.
L'esperienza di realizzazione della natura assoluta dell'Essere, conseguita attraverso
lo Yoga, non è differente dal principio enunciato nelle Upanisad, nella
Bhagavad Gita e nella tradizione Vedanta nel suo insieme. Lo Yoga, quale "mezzo" ha
il compito di illustrare all'aspirante le condizioni coscienziali preliminari
e intermedie che sopraggiungono durante la ricerca. Secondo questo sistema, tutti
i fenomeni, ordinari e straordinari, che si affacciano alla percezione dell'aspirante
hanno come finalità la sua istruzione, e la purificazione dai desideri
e dalle sofferenze. Il trattato è perciò limpido e diretto nel
descrivere esperienze di natura soprasensibile e intuizioni spirituali, come
altrettante modificazioni della mente, che non intaccano il testimone cosciente,
lo sperimentatore, istruito a distaccarsi dalla forza attrattiva del mondo materiale
come di quello sottile, per conseguire la libertà piena dell'essere. Questa
condizione abbraccia e comprende ogni altra, inferiore, nella coscienza profonda
della natura reale di tutto l'esistente, visibile e invisibile.
Le istruzioni che si susseguono nei quattro capitoli, sono di carattere pratico,
minuziose, attente a cogliere i desideri di potenza e di conoscenza che il ricercatore
può trovarsi ad affrontare nel cammino. Tali desideri offrono in ogni
luogo la possibilità di comprendere il come e il perché delle forme
di questo universo e della mente, essendo i nostri impulsi la matrice di ogni
esistente. Attraverso la pratica della meditazione insegnata da Patanjali, il
ricercatore emerge dal mondo delle illusioni mentali all'Isolamento - Liberazione,
l'identità con il soggetto testimone, coscienza e conoscenza di tutto.
Libro Primo: Samadhi Pada del Samadhi
1. [Si illustra] ora la disciplina dello Yoga
2. Yoga è l'arresto delle modificazioni mentali.
3. A questo punto il testimone è stabile in sé stesso.
4. Negli altri stati esiste identificazione con i mutamenti della mente.
5. Le modificazioni della mente sono cinque. Possono essere dolorose o non dolorose.
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Yogasutra di Patanjali by Swami Satyananda Saraswati [ ]
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1. Atha yoga nu
sasanam: Ora dunque (seguono) complete istruzioni riguardanti lo
yoga.
2. Yoga
citta-vrtti-nirodhah: Lo yoga è la soppressione delle modificazioni
della mente
3. Tada drastuh svarupe
'vasthanam: Allora il veggente è fondato nella sua natura
essenziale
4. Vrtti-sarupyam
itaratra: Negli altri stati vi è assimilazione (del veggente) alle
modificazioni (della mente).
5. Vrttayah pancatayyah
klista aklistha: le modificazioni mentali sono di cinque tipi; esse
sono dolorose o non dolorose.
6.
Pramana-viparyaya-vikalpa-nidra-smrtayah: (Esse sono) retta
conoscenza, conoscenza erronea, fantasie, sonno e memoria.
7. Pratyaksanumanagamah
pramanani: Cognizione diretta, inferenza e testimonianza sono le
sorgenti della retta conoscenza
8. Viparyayo mithya-jnanam
atad-rupa-pratistham: La falsa conoscenza è una concezione falsa di
una cosa la cui forma reale non corrisponde a tale concezione
erronea
9. Sabda-jnananupati
vastu-sunyo vikalpah: Un'immagine evocata dalle parole senza possedere
dietro di sé alcuna sostanza è fantasia
10. Abhava-pratyayalambana
vrttir nidra: Quella modificazione mentale che si fonda sull'assenza,
in essa, di qualsiasi contenuto è il sonno
11.
Anubhuta-visayasampramosah smrtih: La memoria è il non permettere ad
un oggetto che sia stato sperimentato di fuggire dalla mente12. L'arresto
delle modificazioni della mente si raggiunge con una pratica continua e
con il distacco dalle passioni.
13. La pratica consiste
nell'esercitarsi con costanza al fine di raggiungere la quiete.
14. La
pratica diventa una realtà acquisita solo dopo un esercizio lungo,
ininterrotto e compiuto con profonda dedizione.
15. Il primo stato di
assenza di desiderio, o vairagya, si ottiene allorché coscientemente non
si indulge più nella ricerca dei piaceri sensoriali.
16. Lo stato
supremo di assenza di desiderio si verifica quando tutti i desideri
cessano, in seguito alla scoperta della natura più intima del Purusha, il
Sé Supremo.
17. Il samadhi con seme è accompagnato dal ragionamento,
dalla riflessione, dalla beatitudine e da un senso di puro essere.
18.
Nel samadhi senza seme, invece, si ha un arresto di ogni lavorio della
mente, e la mente conserva solo impressioni non manifeste.
19. Il
samadhi senza seme è conseguito dagli spiriti illuminati che hanno
lasciato il corpo, o Videha, e dagli esseri i cui corpi vengono
riassorbiti dalla natura, o prakriti-laya. Essi torneranno a rinascere in
quanto conservano i semi del desiderio.
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W. Q. Judge [ ]
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Gli Aforismi dello Yoga rappresentano l'unico frammento in lingua sanscrita della
filosofia di Patanjali su cui si fondano le moderne scuole di Hatha Yoga. Di
Patanjali si conosce poco di certo, poiché la leggenda si perde nella
notte dei tempi.
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Un commento agli yoga sutra di Patanjali. [ ] ( Site is online, Archive)
L'opera di Patanjali consiste in 196 sutra (in prima approssimazione potremmo tradurre questa parola con aforismi o versi) che descrivono con magistrale chiarezza e incredibile capacità di sintesi la filosofia Yoga. In realtà la parola sutra significa legame, sequenza o catena e indica come tutta l'opera sia un susseguirsi ininterrotto di idee che si incastrano perfettamente come i grani di una mala fino a formare un unico concetto che percorre in filigrana tutto il testo. Questa scrittura è anche chiamata Yoga Darshana che è spesso tradotto con "Filosofia Yoga" anche se in realtà la parola darshana ha un significato molto più profondo: letteralmente significa "vedere", quindi Yoga Darshana significa "il processo di vedere attraverso lo Yoga", ma si tratta di una vista preclusa agli occhi o ad ogni altro senso; è un vedere l'invisibile che si cela dietro la comune percezione.
Il testo è diviso in quattro sezioni:
1. Samadhi Pada (51 sutra): viene analizzata la natura generale dello yoga e poiché la tecnica essenziale è il samadhi, quest'ultimo viene trattato approfonditamente tanto da attribuire il nome alla prima sezione.
2. Sadhana Pada (55 sutra): contiene la teoria dei klesa ed un'analisi magistrale della sofferenza che la vita umana comporta ed affronta le prime cinque tecniche yoga cui si fa riferimento come bahiranga, ovverosia esteriori. Scopo di questa sezione è quindi preparare fisicamente e mentalmente il sadhaka alla pratica dello yoga superiore.
3. Vibhuti Pada (56 sutra): tratta le tre rimanenti tecniche (antaranga, cioè esteriori) e le siddhi cui queste naturalmente portano.
4. Kaivalya Pada (34 sutra): vengono esposti i problemi filosofici essenziali che lo studio e la pratica dello yoga comportano.
I versi si susseguono secondo una logica irrefutabile e sono meticolosamente disposti seguendo un ben preciso ordine, riuscendo a toccare ogni aspetto della filosofia yoga con sorprendente chiarezza. Ogni sutra è una piccola perla che racchiude un insospettato rigore scientifico in un guscio di pura poesia. Lo yoga di Patanjali è spesso chiamato ashtanga yoga, ovvero lo yoga degli otto stadi; infatti anche se l'autore offre un'ampia varietà di tecniche per armonizzare la mente e il corpo, il percorso principale si articola in otto stadi fondamentali. I primi cinque sono:
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